La prima finalista del mondiale in Sudafrica è l’Olanda che supera il sorprendente Uruguay di Oscar Tabarez per 3-2.
Cavani, Forlan e compagni hanno venduto cara la pelle pareggiando al vantaggio olandese per poi cadere sotto i colpi di Sneijder e Robben. La prima certezza è che la finale del mondiale sarà tutta europea.
La sorpresa del Mondiale, l’Uruguay di Tabarez, inizia con un 4-4-2 contro il 4-2-3-1 olandese schierato da Van Marwijk. Gli Orange partono all’attacco e già al 18′ vanno in vantaggio con Van Bronckhorst che inventa un destro dai trenta metri imparabile per Muslera. Il pallone si insacca preciso all’incrocio dei pali grazie alla prodezza balistica del numero 5 olandese in forza al Feyenoord, per gli uruguayani è già svantaggio dopo poco più di un quarto d’ora.
I sudameriicani reagiscono, l’Olanda arretra e al 41′ arriva il meritato pareggio dell’Uruguay grazie ad un altro gran tiro dalla distanza: Forlan calcia dal limite un tiro potente ma centrale che trae in inganno Stekelemburg. L’attaccante dell’Atletico Madrid segna il suo terzo gol nel mondiale confermandosi il giocatore più rappresentativo della sua nazionale e riaprendo così la partita. L’Olanda subisce il colpo e fatica a riorganizzarsi ma il fischio finale di Irmatov permette alle due squadre di andare a fare chiarezza negli spogliatoi.
Nella ripresa Van Marwijk manda in campo Van der Vaart per De Zeeuw ma gli olandesi sembrano aver più difficoltà a proporre il loro gioco cercando spunti unicamente dal duello Robben - Cacares con l’ex juventino sempre in difficoltà. Il pressing uruguayano mette in mostra una migliore condizione fisica dei sudamericani mentre l’Olanda fatica ad imporre il proprio gioco di passaggi. Al 66′ Forlan ci riprova su punizione ma questa volta Stekelemburg è bravo a deviare. Sul capovolgimento di fronte è Muslera il protagonista su tiro di Van der Vaart, poi Robben calcia alto da posizione ottimale.
Le due occasioni in pochi minuti lasciano il segno sugli uruguayani che al 70′ tornano in svantaggio dopo il gol di Sneijder che calcia a giro dal limite beffando Muslera. Il gol sarebbe tuttavia da annullare per il tocco impercettibile di Van Persie in fuorigioco. L’Uruguay crolla e subisce il terzo gol al 73′ con Robben che incorna di testa su cross morbido di Kuyt. Al 92′ l’Uruguay riapre la partita con il gol di Maxi Pereira ma l’assedio finale non regala ulteriori colpi di scena. L’Olanda va in finale anche se il mondo si inchina di fronte alla prova dell’Uruguay di Tabarez, vera sorpresa del mondiale 2010.
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I mondiali di calcio del 2010 si svolgeranno in Sudafrica e avranno inizio l’11 giugno.
Secondo la tradizione la partita inaugurale vedrà in campo la squadra di casa, per il girone A: alle 16:00 al Soccer City Stadium di Johannesburg infatti si affronteranno Sudafrica e Messico.La finale sarà l’11 di luglio al FNB Stadium sempre a Johannesburg. La formula di gioco vedrà affrontarsi 32 squadre che, suddivise in 8 gironi da 4 squadre ciascuna, si contenderanno il passaggio agli ottavi di finali: passeranno il turno le prime due di ogni girone.
L'Italia farà il suo esordio il 14 giugno, sfidando il Paraguay a Città del Capo.
Sudafrica 2010: Argentina a casa, accoglienza trionfale per Maradona
Accoglienza trionfale per l'Argentina e per Diego Armando Maradona. La seleccion, eliminata nei quarti di finale dei Mondiali, e' tornata a casa e alle 17.30 locali di domenica e' atterrata all'aeroporto Ezeiza di Buenos Aires. Migliaia di tifosi hanno accolto con calore la squadra e il ct. A Maradona, la folla ha chiesto di rimanere alla guida della Nazionale. Il Pibe, dopo la pesante sconfitta per 4-0 con la Germania, non ha sciolto i dubbi sul proprio futuro. ''Devo riflettere, devo parlare con la mia famiglia e con i giocatori'', ha detto sabato dopo la disfatta con i tedeschi. Prima della partenza dell'Argentina dal Sudafrica, una delegazione di giocatori ha chiesto al commissario tecnico di mantenere l'incarico.
Argentina - Germania: i tedeschi umiliano i sudamericani per 4 a 0
Più che ad una partita, gli spettatori dello stadio “Green Point” hanno assistito ad una vera e propria lezione di calcio: ad impartirla, però, non è stato colui che per anni ha dimostrato di essere il numero uno in assoluto nella storia del calcio. Dopo 4 vittorie che potevano fugare ogni dubbio sull’Argentina guidata da Maradona, l’albiceleste ha messo in mostra tutti i propri limiti contro una Germania in grande spolvero.
Nel corso dei 90 minuti i tedeschi sono stati padroni della partita, iniziata nel modo migliore grazie ad una rete siglata da Muller dopo pochi minuti. L’Argentina si è vista subito alle corde e i tentativi di reazione sono stati piuttosto evanescenti, con un Messi poco ispirato e un reparto offensivo mai veramente pericoloso.
La “pulce” argentina non riesce mai ad incidere come vorrebbe, grazie soprattutto alla marcatura riservatagli dal CT tedesco Loew: dopo che Mourinho ha mostrato al mondo intero che, per quanto forte, Leo Messi può essere fermato, sono stati numerosi gli allenatori che hanno riproposto una gabbia asfissiante sul giovane talento del Barcellona, impedendogli di esprimersi al meglio. La conseguenza di ciò è un mondiale privo di particolari spunti da parte del Pallone d’Oro in carica e terminato a quota zero gol.
La Germania, d’altro canto, è sembrata una squadra ben messa in campo, organizzata, e capace di chiudersi e ripartire in maniera veloce, grazie a gente come Ozil e Muller, due che fino a pochi anni fa giocavano nelle formazioni primavera dei rispettivi club e ora si ritrovano a guidare la Germania in semifinale.
Le altre reti dei tedeschi arrivano grazie a Friedrich e Klose, autore di una doppietta ed ora a quota 14 gol totali in tutte le competizioni mondiali da lui disputate. Inoltre, le occasioni per incrementare ulteriormente il bottino per la Germania ci sono state, ma i giocatori di Loew non sono stati capaci di sfruttarle a dovere.
Oltre alla sterilità del proprio giocatore più rappresentativo, l’Argentina ha pagato anche le scelte non proprio azzeccate da parte del CT Maradona: se Higuain ha mostrato di essere un attaccante di ottimo livello, Milito avrebbe certamente garantito alla fase offensiva quel punto di riferimento che in tante occasioni è mancato alla manovra argentina. I limiti della nazionale sudamericana sono stati evidenti anche in fase difensiva: per quanto capaci i convocati dell’ex “Pibe de Oro”, due come Cambiasso e Zanetti avrebbero potuto sicuramente rendere più compatto un reparto arretrato che è colato a picco sotto i colpi dell’attacco tedesco, privo anche di una pedina fondamentale come Samuel.
Oltre ai demeriti dell’Argentina, vanno sottolineati anche i meriti dei tedeschi: fino ad ora, infatti, è la nazionale ad aver segnato più gol in tutto il mondiale, subendone solo 2, ed esprimendo un calcio divertente e piacevole. Se poi consideriamo l’età media della nazionale, composta da diversi elementi di età inferiore ai 25 anni, il quadro è ancora più impressionante.
Concludo con una curiosità: il celebre cantante Mick Jagger, dopo aver sostenuto per Stati Uniti, Inghilterra e Brasile, puntualmente eliminate dopo le dichiarazioni della star dei Rolling Stones, ha dichiarato in mattinata di simpatizzare per l’Argentina. La conseguenza è stata la sonora sconfitta della nazionale sudamericana: chi sarà la prossima vittima di Jagger?
Nel corso dei 90 minuti i tedeschi sono stati padroni della partita, iniziata nel modo migliore grazie ad una rete siglata da Muller dopo pochi minuti. L’Argentina si è vista subito alle corde e i tentativi di reazione sono stati piuttosto evanescenti, con un Messi poco ispirato e un reparto offensivo mai veramente pericoloso.
La “pulce” argentina non riesce mai ad incidere come vorrebbe, grazie soprattutto alla marcatura riservatagli dal CT tedesco Loew: dopo che Mourinho ha mostrato al mondo intero che, per quanto forte, Leo Messi può essere fermato, sono stati numerosi gli allenatori che hanno riproposto una gabbia asfissiante sul giovane talento del Barcellona, impedendogli di esprimersi al meglio. La conseguenza di ciò è un mondiale privo di particolari spunti da parte del Pallone d’Oro in carica e terminato a quota zero gol.
La Germania, d’altro canto, è sembrata una squadra ben messa in campo, organizzata, e capace di chiudersi e ripartire in maniera veloce, grazie a gente come Ozil e Muller, due che fino a pochi anni fa giocavano nelle formazioni primavera dei rispettivi club e ora si ritrovano a guidare la Germania in semifinale.
Le altre reti dei tedeschi arrivano grazie a Friedrich e Klose, autore di una doppietta ed ora a quota 14 gol totali in tutte le competizioni mondiali da lui disputate. Inoltre, le occasioni per incrementare ulteriormente il bottino per la Germania ci sono state, ma i giocatori di Loew non sono stati capaci di sfruttarle a dovere.
Oltre alla sterilità del proprio giocatore più rappresentativo, l’Argentina ha pagato anche le scelte non proprio azzeccate da parte del CT Maradona: se Higuain ha mostrato di essere un attaccante di ottimo livello, Milito avrebbe certamente garantito alla fase offensiva quel punto di riferimento che in tante occasioni è mancato alla manovra argentina. I limiti della nazionale sudamericana sono stati evidenti anche in fase difensiva: per quanto capaci i convocati dell’ex “Pibe de Oro”, due come Cambiasso e Zanetti avrebbero potuto sicuramente rendere più compatto un reparto arretrato che è colato a picco sotto i colpi dell’attacco tedesco, privo anche di una pedina fondamentale come Samuel.
Oltre ai demeriti dell’Argentina, vanno sottolineati anche i meriti dei tedeschi: fino ad ora, infatti, è la nazionale ad aver segnato più gol in tutto il mondiale, subendone solo 2, ed esprimendo un calcio divertente e piacevole. Se poi consideriamo l’età media della nazionale, composta da diversi elementi di età inferiore ai 25 anni, il quadro è ancora più impressionante.
Concludo con una curiosità: il celebre cantante Mick Jagger, dopo aver sostenuto per Stati Uniti, Inghilterra e Brasile, puntualmente eliminate dopo le dichiarazioni della star dei Rolling Stones, ha dichiarato in mattinata di simpatizzare per l’Argentina. La conseguenza è stata la sonora sconfitta della nazionale sudamericana: chi sarà la prossima vittima di Jagger?
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